Come innaffiare le piante di cannabis


Coltivare cannabis può sembrare un processo semplice e basilare, tuttavia ci sono molte variabili che possono fare grande differenza. Sapere quando innaffiare e di quali sostanze nutritive hanno bisogno le vostre piante vi darà un vantaggio quando si tratta di nutrirle, permettendovi di raccogliere le cime più grandi e i sapori più ricchi di terpeni. In questo articolo vi spieghiamo come irrigare correttamente, quando è il momento migliore per farlo, la qualità del suolo e dell’acqua, il pH, l’E.C. e l’uso dei fertilizzanti.
Ogni quanto si bagna una pianta di cannabis indoor?
Sia che si tratti di coltivare una pianta indoor in un piccolo vaso, sia che si tratti di piantare i semi direttamente in un vaso più grande, entrambi richiedono un regime di irrigazione prestabilito, che dovrebbe basarsi su diversi fattori, come quelli descritti di seguito.
- La qualità del suolo: si riferisce al suolo come substrato completo. La sua capacità di trattenere l’acqua, di drenare facilmente, di fornire sacche d’aria per la crescita delle radici e il suo contenuto nutrizionale complessivo.
- Nutrizione: determina il valore di N-P-K e degli oligoelementi presenti. Questi nutrienti sono progettati per essere rilasciati naturalmente alle piante durante un periodo di ammortamento di 72 ore. I terreni di scarsa qualità e pochi nutrienti richiedono una soluzione nutritiva liquida per essere integrati.
- Capacità di drenaggio: la quantità di ossigeno presente intorno alle radici delle piante di cannabis gioca un ruolo importante nelle condizioni del terreno. Un terreno di coltura impregnato d’acqua favorisce i batteri nocivi che prosperano negli ambienti poveri di ossigeno.
- Azione assorbente: come l’acqua può traspirare attraverso il substrato di coltivazione e passare dall’alto verso il basso, o viceversa quando viene alimentata dal basso con una piastra nel terreno. Al terriccio si possono aggiungere perlite, fibra di cocco, vermiculite e compost per potenziare l’azione assorbente.
- Intensità dell’illuminazione: l’intensità dell’illuminazione determina anche la velocità con cui le piante traspirano l’acqua dai vasi, attraverso le foglie e nell’atmosfera.
- Dimensioni del vaso: la quantità d’acqua somministrata alle piante deve essere equilibrata in base alle dimensioni del vaso. Naturalmente, i vasi più grandi hanno bisogno di maggiori annaffiature, mentre quelli più piccoli, contenenti piantine o cloni, possono essere annaffiati molto meno e più frequentemente, se necessario.
- Idroponica: i sistemi idroponici, invece, possono essere molto più impegnativi, in quanto utilizzano un substrato privo di terriccio. Pertanto, la frequenza di irrigazione di solito è significativamente più alta.
Il modo migliore per giudicare da soli questi fattori, sulla base dei sette punti sopra elencati, è quello di dividerli in due parti: il peso del vaso una volta completamente asciutto e anche il vigore e la forma delle piante.
Come controllare una pianta di cannabis e determinare il momento giusto per annaffiare è una parte importante per ottenere il massimo dalla vostra grow-room, dai nutrienti e dalla resa finale. Lo stesso vale per le varietà di cannabis indoor, outdoor e autofiorenti.

Come sapere se una pianta di cannabis ha bisogno di essere annaffiata?
Il modo più semplice per sapere se la vostra pianta di cannabis ha bisogno di acqua è lasciare che i vasi si asciughino completamente. Il peso dei vasi diventa molto più leggero e può essere sollevato senza sforzo anche con una sola mano. A questo punto è il momento di annaffiare e far defluire il liquido dal fondo dei vasi. La differenza di peso una volta che i vasi sono completamente saturi è una guida per la finestra ideale di quando innaffiare la prossima volta.
Altri segnali da tenere d’occhio sono se le piante appaiono appassite o leggermente cadenti. Questo indica chiaramente che è il momento giusto per nutrire le piante senza esagerare con le annaffiature. È molto importante capire che le piante troppo sature tendono ad afflosciarsi e fanno cadere anche le foglie.
È meglio irrigare con le luci spente o accese?
Il momento migliore per annaffiare le piante di cannabis generalmente è un’ora dopo l’accensione delle luci e l’apertura degli stomi. Evitate di annaffiare la vostra coltivazione indoor all’approssimarsi del periodo di spegnimento delle luci, poiché ciò potrebbe aumentare i livelli di umidità. E non annaffiare mai durante il periodo di buio indoor.
Con quale frequenza devo annaffiare una pianta di cannabis outdoor?
Il modo più semplice per mantenere le piante di cannabis ben nutrite quando si coltiva outdoor è innaffiare a mano e aspettare che l’acqua scorra. È il metodo più semplice rispetto all’installazione di linee di irrigazione che utilizzano una pompa, un timer o elettricità e richiedono una manutenzione settimanale. Innaffiare a mano o con un tubo è molto più pratico per un volume ridotto di piante o per quelle piantate all’interno di vasi non più grandi di 20 litri.
L’irrigazione manuale può essere facilmente controllata ed effettuata una o due volte al giorno. I programmi di irrigazione dipendono dalle vostre necessità in termini di logistica, dato che potreste non essere sempre presenti nel luogo in cui sono le piante. L’irrigazione manuale potrebbe risultare laboriosa una volta che il numero di piante aumenta drasticamente, dove arriva l’esigenza di una soluzione più pratica, come le linee di gocciolamento

È meglio irrigare di giorno o di notte?
Outdoor è meglio innaffiare le piante di cannabis al mattino presto, prima dell’alba, e poi una seconda volta dopo il tramonto. Il motivo è che le piante non sudano così tanto come nelle ore più calde della giornata.
I diversi tipi di irrigazione
- Manuale – È lo stile preferito dai coltivatori biologici domestici che amano la praticità. L’alimentazione manuale può essere semplice come l’uso di un annaffiatoio o di una bottiglia d’acqua da 5 litri. Non è costante come l’alimentazione a goccia con un timer, ma sicuramente è sufficiente.
- Automatico – I sistemi idroponici che utilizzano linee di gocciolamento e prese d’acqua regolano i loro programmi di alimentazione con un timer. Durante la fase vegetativa, le piante di cannabis vengono alimentate con lo stesso volume 1-2 volte ogni 24 ore. Durante la fase di fioritura, l’alimentazione può essere aumentata di 3-5 volte.
- Inondazione – Si tratta di un sistema che consiste nell’inondazione del substrato di coltivazione senza terriccio, di solito con le palline di argilla espansa. Si inonda un tavolo di drenaggio con una soluzione nutritiva il quale viene poi drenato nel serbatoio, dove il processo viene ripetuto più volte al giorno.
Controllo dell’acqua: pH e E.C.
Se vi è capitato di vedere questi termini senza averne capito il significato, il pH si riferisce semplicemente al grado di acidità, alcalinità o neutralità dell’acqua. Le piante di cannabis biologiche preferiscono un pH compreso tra 5,8 e 6,2, mentre le piante coltivate in idroponica richiedono un pH più rigoroso, compreso tra 5,5 e 6,5, con una deviazione minima da questo range.
E.C. è l’acronimo di conducibilità elettrica di una soluzione nutritiva, o in altre parole, quanta parte della soluzione è costituita da acqua e quanta da sali. Con la maturazione delle piante di cannabis, il coltivatore può aumentare i livelli di E.C. nel tempo.
Il modo migliore per monitorare i livelli di pH e di E.C. è quello di investire in un misuratore digitale che produca una lettura istantanea. Questi misuratori sono poco costosi e sono indispensabili se si lavora con i sistemi idroponici e i nutrienti.
L’uso di fertilizzanti organici, di sostanze nutritive liquide e di fertilizzanti chimici a base di sale può essere il modo per far diventare le piante più grandi e più gratificanti. Risciacquare un terreno di coltura (o fare un lavaggio delle radici) dopo settimane di accumulo di sale fa una grande differenza nel modo in cui i fiori essiccati bruciano, hanno sapore e possono essere vissuti dal punto di vista di un esperto. Ecco alcuni consigli finali su come ottenere successo nella qualità della vostra produzione:
- Si consiglia di sciacquare le piante indoor o outdoor per 14 giorni solo con acqua di rubinetto.
- Un eccesso di sostanze nutritive o eccesso di fertilizzante nella canapa non fa altro che causare tossicità e compromettere la salute delle piante.
- Non tutte le coltivazioni sono uguali e preferiscono una EC più alta o più bassa.
- Evitate di somministrare fertilizzanti liquidi o a base di sali chimici alla fine della fioritura.
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